Irlanda – Dublino e Isole Aran

Irlanda – un road trip nell’entroterra

Irlanda

Siamo arrivati in Irlanda e dopo esserci sistemati un attimo e aver lasciato le valigie siamo partiti alla scoperta della città di Dublino.

Interamente a piedi abbiamo esplorato le vie di Dublino e osservato i volti del suo popolo, ci siamo mossi su tutte le mete scritte nel nostro programma, non siamo riusciti a visitare ‘Old Jameson distillary’ e ‘Phoenix park’, per il resto, con l’energia dataci da un buon hamburger a pranzo, siamo riusciti ad esplorarla così come avevamo pensato.

A questo proposito ti consiglio di visitare Dublino interamente a piedi, solo così riuscirai ad entrarle nel cure pulsante e sperimentare sulla tua pelle l’atmosfera familiare ed accogliente che riesce a regalare.
Puoi prenotare la tua visita a piedi cliccando qui.

Salutato il sole, ci siamo rifugiati in uno di quei piccoli ristoranti che si trovano appollaiati sopra i pub in Temple Street e dopo aver mangiato una zuppa calda, ci siamo fiondati al Temple Bar e poi al Gogarty, il pub preferito di me e Matteo.

Inebriati dalle pinte di Guinnes e Kilkenny e dal potente Irish Coffee, ci siamo immersi, con tutta la nostra gioia, nelle canzoni irlandesi e nei ritmi celtici arrivando a tarda notte.

É nei pub irlandesi che ti innamorerai, a me è successo e ti sentirai appartenente a questa città come se l’abitassi anche tu da sempre.
Il mio passatempo preferito in Irlanda, ogni volta, è scoprire quanti più pub possibili.
Se ti vuoi immergere in questo mondo nel mondo ed essere cullato da melodie che difficilmente riusciranno a non farti muovere a ritmo di musica, sbircia qui!

Il mattino seguente, salutiamo Dublino che, anche se per un lasso di tempo pari a quello di un sogno, ci ha ancora stregati e dato la carica. Ci dirigiamo di nuovo verso l’aeroporto perché avevamo da ritirare la nostra auto noleggiata online tramite Irlandando.

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Destabilizzati dalla guida per noi insolita e divertiti dalla situazione, percorriamo la strada fino ad arrivare ad un locale, in un paese ignoto appena fuori Dublino, che ci accoglie dimostrandoci la totale fiducia che il popolo irlandese riserva verso i pellegrini, troviamo la porta d’entrata aperta ed accediamo.

Dopo qualche minuto, come a dimostrare che voleva farci esplorare il locale, ci da’ il benvenuto la proprietaria ed, accettandoci come se fossimo clienti abituali, ci fa accomodare nel tavolino proprio davanti alla deliziosa finestrella.

Gli arredi e la luce calda del posto ci fanno sentire proprio bene e le nostre pance sono pronte per il primo brunch in terra d’Irlanda.

Sazi e divertiti per la convivialità a tavola, ripartiamo, direzione Tullinelly Castle.

Castello suddiviso in abitazioni private abitabili, mi colpisce subito il contrasto delle mura con il verde sgargiante dei prati attorno, mi soffermo a fotografare la porticina rossa che esplode dalle sue pareti e purtroppo ripartiamo velocemente perché i suoi famosi giardini li troviamo chiusi.

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Dopo aver percorso altre ore di macchina, arriviamo a Clonmacnoise, cimitero celtico.

L’atmosfera suggestiva creata dalla nebbiolina e dalle goccioline che stavano scendendo dal cielo, ci crea un perfetto scenario per la scoperta di questo sito. Entriamo in questo cimitero celtico in silenzio e passeggiamo tra le tombe e le croci di pietra distese in queste collinette verde acceso, lo percorriamo tutto e, avvolti da un’aria ascetica, lo salutiamo.

Dopo aver macinato ancora chilometri, arriviamo a Galway, precisamente a Ros a’ Mhil, piccolo paesino della contea in cui si trova il porto dal quale saremo partiti per raggiungere la più grande delle isole Aran, Inishmore, isole di fronte alla costa ovest dell’Irlanda.

Parcheggiamo la macchina al costo di 5 euro al giorno e ci imbarchiamo.

Poiché partono solo due traghetti al giorno, uno al mattino ed uno nel pomeriggio, abbiamo comprato i biglietti online.

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L’oceano non ci accoglie nel migliore dei modi, ci regala una terribile traversata con onde altissime e maltempo, della durata di 40 minuti circa.

Arriviamo, molto scombussolati, ad Inishmore quando ormai è già buio e a piedi ci addentriamo nella piccola isola raggiungendo il nostro alloggio.

Una casina piccola color pastello ci apre le porte e non facciamo in tempo a conoscere il simpatico proprietario e a lasciare nella nostra camera le valigie, che è già ora di cena.

Proprio dirimpetto alla nostra bassa casina si trova il pub in cui ceniamo.

Un signore e un ragazzo accompagnano il nostro fish&chips con chitarra, flauto e canzoni tipiche irlandesi.

Del buon sidro di mele e della ottima black stuff distendono i nostri animi e riempiono i nostri sorrisi.

Ci gustiamo la cena in armonia e ci corichiamo grati per quello che, ancora una volta, questa terra è riuscita prepotentemente a donarci.

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La mattina seguente si presenta bagnata ma con raggi di sole che volenterosi cercano di farsi spazio tra le nuvole non troppo cariche di pioggia, ancora un altro brunch e via, siamo pronti per esplorare l’isola.

Scendiamo a piedi verso il porto con l’obiettivo di noleggiare le biciclette, troviamo il negozio del noleggio chiuso ma un signore in un furgoncino accosta e con gioia ci concede comunque il noleggio e così partiamo.

Percorriamo tutta la costa ascoltando canzoni irlandesi e stupendoci di come la natura qui sembri essere in perfetta simbiosi con l’uomo, di come ogni specie vivente sia rispettata ed esaltata ma allo stesso tempo lasciata al suo essere.

Effettuiamo varie soste, per avvistare le foche, seguire le traiettorie dei gabbiani, respirare profondamente l’aria salmastra ed essere accarezzati dal vento. Salutiamo alcune mucche al pascolo, ammiriamo le impetuose scogliere e ci riscaldiamo al fuoco di un camino nella locanda lungo la strada con in mano bevande calde.

Credo sia stata una delle esperienze più autentiche e profonde che abbia mai fatto nella vita ed è stata esaltata ancora di più dalla presenza di persone davvero importanti, al mio fianco.

E’ ormai pomeriggio e, visitata l’intera costa, decidiamo di mangiare qualcosa, lasciare le bici e prepararci per l’imbarco di rientro verso Galway.

La traversata questa volta va decisamente meglio e il mare ci culla.

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Arriviamo a Galway nel nostro alloggio e, carichi di emozioni che ancora non abbiamo avuto il tempo di metabolizzare, ceniamo velocemente e andiamo a dormire.

La mattina dopo colazione da Starbucks e montiamo in macchina.

Arriviamo alle Cliffs of Moher, uno dei siti più gettonati in Irlanda, e nonostante io e Matteo ci fossimo già stati durante il nostro primo viaggio in terra irlandese, siamo emozionati come due bambini all’idea che avremmo rivisto quello spettacolo e l’avremmo condiviso con i nostri cari amici. Nonostante il sole che scalda, il vento non da’ tregua e ci accompagna durante tutta la camminata lungo le scogliere.

Il panorama è pazzesco e, seppur invano, abbiamo anche cercato di avvistare i Puffin.

Proprio per non farci mancare niente, con l’arrivo di alcuni fiocchi di neve, ci dirigiamo verso l’aeroporto di Dublino per lasciare la macchina e rientrare in Italia.

E’ stata davvero un’avventura emozionante, sotto vari punti di vista.

Mi ha emozionata la conferma spiazzante che ho ricevuto tornando in terra irlandese per immenso amore che oramai è dichiarato e inamovibile, mi ha emozionata la complicità che c’è stata con i nostri amici. Non siamo soliti viaggiare con altri perché abbiamo un modo tutto nostro di farlo per questo non nego che avevamo un po’ timore che questo non fosse compatibile con altri e invece è accaduto l’esatto opposto, con immensa naturalezza,. Mi ha emozionata vedere ancora il mio compagno guidare a sinistra, come se lo avesse fatto da sempre, vederlo a suo agio pedalare sull’unica stradina delle Aran e sentirsi libero e vivo sulle scogliere, carezzato dal vento. Mi ha emozionata ogni nota ascoltata e assaporata, ogni risata e ogni immagine di questa terra magica, che su di me esercita un’attrazione davvero forte.

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Enne

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