Panina gialla del Casentino

Toscana

Una ricetta fatta in casa per far arrivare a tutti un po’ di Toscana in tavola durante il periodo di Pasqua dalle nonne del Casentino, la vallata nel cuore dell’Appennino Toscano e anche il luogo in cui vivo.
Sto parlando della Panina gialla, un pane particolare la cui ricetta proviene dalla nonna di Lucia, una mia amica d’infanzia.

Lucia è stata molto brava a ricostruire le dosi e la grammatura necessaria perché si sa, le nonne hanno qualcosa di magico dentro di sé che azzeccano le dosi delle ricette al volo, senza bisogno di alcun tipo di bilancia, in un modo così spontaneo da far invidia a chiunque, a me sicuro, a dimostrazione del fatto che appartengono proprio a loro, senza sé e senza ma ed è proprio questo il bello del cibo vissuto attraverso le tradizioni ed è per questa ragione che ho voluto fortemente questa rubrica sulle ricette dal mondo raccolte durante i miei viaggi ed attraverso popoli, più o meno lontani.

Panina gialla del Casentino la ricetta della nonna

Panina gialla del Casentino la ricetta della nonna

Ingredienti

  • farina q.b.
  • 1 cubetto lievito di birra
  • 1 uovo
  • 2 bustine di zafferano (è questo il segreto del colore tipico della Panina gialla)
  • 250 g uvetta
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • mezzo bicchiere di olio evo
  • 1 cucchiaino di strutto
  • zucchero q.b.
  • vin santo q.b.

Procedimento Panina gialla

Fase 1 – la sera prima

Iniziare con la ricetta la sera prima.
Mettere l’uvetta nel vin santo con lo zucchero sciolto dentro per far sì che diventi più morbida (il vin santo deve ricoprire la quantità di uvetta).
Preparare l’impasto unendo, alla farina, mezzo cubetto di lievito di birra sciolto in 1 bicchiere di acqua tiepida e 2 cucchiai di olio.
Una volta pronto lasciar riposare una notte coperto in un luogo asciutto, dentro il forno andrà benissimo.

Fase 2 – il giorno dopo

Il giorno dopo si mette sul fuoco l’uvetta con il succo creato dall’ammollo della sera precedente per farla leggermente scaldare.
Nel frattempo infarinare il piano di lavoro e posizionare l’impasto preparato la sera precedente aggiungendo un po’ di sale e pepe.
A questo punto sciogliere il lievito rimasto in un bicchiere di acqua tiepida e unirlo all’impasto.
Scaldare leggermente l’olio con lo strutto e aggiungerlo all’impasto.
Lavorare leggermente l’impasto per amalgamare il tutto.
Adesso sciogliere lo zafferano in un altro bicchiere di acqua tiepida, unirlo ad un uovo sbattuto e aggiungere il tutto all’impasto.

Iniziare a lavorare bene l’impasto con le mani e aggiungere la farina.
Lavorare e regolarsi bene con la farina fino a che risulti morbido ma non si attacchi alle dita.

A questo punto aggiungere l’uvetta e il suo succo creato dall’ammollo, compensare la consistenza dell’impasto aggiungendo altra farina fino a che ritorni ad essere morbido ma compatto da non attaccarsi alle dita e al piano di lavoro.

Raggiunto questo punto lasciare lievitare il panetto sul piano di lavoro ricoperto da un canovaccio per 2/3 ore circa.

Cottura

Cuocere in forno pre riscaldato a 180° per 1 ora circa.
Importante monitorare costantemente la cottura perché il tempo può variare molto in base alla quantità di impasto ottenuto.

La cottura sarà terminata quando la Panina gialla presenta una crosta ambrata all’esterno.
Fare un’ulteriore prova con uno stuzzicadenti e cioè, inserirlo nella Panina e tirarlo via, questo deve risultare asciutto e senza residui attaccati.

A questo punto la vostra Panina gialla del Casentino sarà pronta e una volta raffreddata potrete gustarla.

Per seguire la nostra tradizione, servitela durante il periodo pasquale nelle tavole di campagna e non, accompagnata da uova sode, affettati oppure come dolce a fine pasto.

La nonna di Lucia la prepara il Giovedì Santo, come da molti anni a questa parte, invadendo la casa di campagna di un profumo delizioso.

Panina gialla fulcro della nostra tradizione

Personalmente ricordo la Panina, nella mia tavola di Pasqua, fin da quando ero piccola e questo mi fa sorridere e mi rende molto orgogliosa di esser riuscita a reperire la ricetta, quella originale e ancora in uso dalle nonne.
Non ci sarei mai riuscita senza l’aiuto di Lucia che trovate su Instagram qui.

Non sarà l’unica ricetta che ci donerà.
Ce ne saranno altre, sempre fulcro della nostra tradizione casentinese.

Curiosi?

Enne

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Ale

    Noe sembra buonissima, non vedo l’ora di provarla ❤️

    1. Noemi

      Grazie Ale ❤️ Siii è davvero una prelibatezza 😋

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