NEW YORK sogno americano – Il mio diario di viaggio

Racconto il mio sogno americano a New York

New York sogno americano

Non credevo fosse possibile.
Non per me.
Ed invece è successo.
Mi sono innamorata.
Mi sono innamorata.
New York è stata il mio sogno americano.

New York sogno americano

Che banalità, direte voi, non sto parlando di una cittadina dispersa nei meandri ignoti della terra, parlo di una delle città più visitate e amate al mondo, sto raccontando una sciocchezza direte voi, ma vi assicuro che non è così scontato questo amore senza spiegazioni, non per me.

Chiunque mi conosca lo direbbe.

Non è ovvio per me che ho la bussola interiore puntata sempre verso Oriente, che ho sfumature calde nei miei genomi e vivo nei colori.Che mi si illuminano gli occhi a vedere arazzi dalle mille cromature e le mie iridi danzano con il fumo degli incensi e gli odori forti delle spezie.

Che mi piace vestire abiti larghi e svolazzanti e mi sento a mio agio con foulard che avvolgono il mio corpo.

Non a me.

E invece, l’unica vera ed intensa affermazione che mi è rimbombata nella testa durante i miei giorni americani è, perché no? E subito dopo…non è possibile! Non io!

Ed invece, proprio io.

New York sogno americano

Sono stata io la prima a pronunciare un vorticoso e sonoro WOW, una volta usciti dalla porta scorrevole dell’aeroporto, alla vista di tutte quelle autovetture color canarino.

La prima a tirar fuori quel sorrisino a metà bocca appeso tra incredulità e meraviglia.

La prima a voler camminare e camminare, scoprire ed esplorare, non voler mai tornare in alloggio e voler invece macinare chilometri, nonostante il dolore crudo ai piedi, per voler vivere ed abbuffarsi in quella che chiamano la Grande Mela.

Abbuffate di immagini, parole, cibo e suoni.

Io, io a New York, ed ancora più io ad ogni passo, ad ogni quartiere, ad ogni chilometro percorso.
Un vero e proprio sogno americano.

Sempre più io, incredibilmente io.

E continuo a ripetermelo nella testa, tutt’ora, che ormai il mio corpo e la mia mente hanno avuto il tempo di elaborare il tutto, l’emozione del luogo che ho visitato e la potenza dello stupore nello scoprirmi amante di una città fuori dalle mie rotte, fuori da quello che pensavo fosse la mia indole più palese.

New York sogno americano

Ed è forse per questo che New York mi ha conquistata, rendendo tutto così intimo realizzando il mio sogno americano…
Per la forza con cui mi ha sbattuto in faccia la bellezza del viaggio, di quella sua anima nobile che ogni volta mi droga fino nel profondo, che non si fa in tempo ad essere convinti di una cosa che puff, scompare.

Tutte le convinzioni, i pensieri e le immagini che avevo nella testa, spariscono, in un attimo.

Ed io che, spaesata ma fiduciosa, mi lascio andare fino a ritrovare tutti i pezzettini, anche quelli più preziosi, che contribuiscono a rimontare il puzzle così, grazie a ciò che poi riesco a vivere, alla vera essenza, di quella tale città, di quel tale popolo, di quella tale cultura. E’ solo allora che mi innamoro davvero della mia avventura e di quello che sto vivendo, in maniera pura, carnale e platonica allo stesso tempo. E’ per questo che per me New York è stata proprio il mio sogno americano e me ne sono innamorata tanto potentemente.

New York sogno americano

Ero partita sapendo di vedere grattacieli insignificanti, cemento e caos, sono arrivata lì ed ho trovato grattacieli sì ma che mi hanno tolto il fiato, mostrandomi anche il loro lato pittorico, soprattutto quando cala la notte e a renderli vivi ci pensano le migliaia di luci che riescono a formare un quadro immenso e suggestivo.

Ho trovato un popolo accogliente e multietnico e cordiale, nonostante lo stress che porta il business e le responsabilità che la vita in una grande metropoli inevitabilmente impone.

Ho trovato un popolo artista e originale, alla mano e legato al lavoro nel senso stretto della parola, esaltandone l’arte di esso.

Ho trovato persone bisognose ma con voglia di fare, di reinventarsi.Ho trovato una città che si è mostrata vivibile, nonostante le luminarie esagerate di Times Square e i prezzi un po’ alti.

Ho trovato la magia di Central Park e dei musicisti di strada che suonano melodie al freddo di una Novembre ghiacciata, la bravura dei graffitari che ho avuto l’onore di ammirare grazie alle loro opere a Bushwick, Brooklyn.

Ho trovato un tè caldo in uno dei millemila Starbucks sparsi per la città.

Ho trovato persone gentili ed accoglienti nel Bronx e ad Harlem, di sera, passeggiando dopo aver assistito ad una messa gospel.

E per vivere l’esperienza indimenticabile della messa, grazie a Civitatis, puoi prenotarla in autonomia direttamente qui

Ho trovato affascinanti persino i tombini che fumano e le scale attaccate alle pareti delle case.

Ho trovato migliaia di persone nella metro e ho potuto ammirarne i volti, pieni di storie e di etnie.

Ho trovato piste di pattinaggio gremite di persone e mercatini di Natale.

Ho trovato cocktail bar in cima a palazzi e grazie ad essi ho potuto ammirare la bellezza di una New York dall’alto, cambiando prospettiva.

Ho trovato la Fifth Avenue stracolma di gente per il Black Friday.

Ho trovato hamburger giganti accompagnati da patatine fritte, le più buone di sempre.

Ho trovato un ristorante che mi ha servito tacchino e pumpkin pie il giorno del ringraziamento.

Ho trovato anche la potenza crudele dell’uomo, nel mio tragitto ma ho avuto l’onore di ammirare anche i suoi pregi però, mi trovavo a Ground Zero e mentre mi scendeva qualche lacrima, ho pensato che era tutta lì la bellezza del popolo americano, nel riuscire a trasformare una tragedia in una straordinaria ed emozionante opera d’arte, da lasciare senza fiato e sospesi a mezz’aria.

New York sogno americano

Ho trovato la Statua della Libertà così piccola rispetto a come la immaginavo ma ho trovato anche un traghetto che mi ci ha portata, al tramonto, mi ha fatto assaporare un dolce skyline e mi ha fatto conoscere Stefano, simpatico livornese espatriato proprio a New York, anni fa, per inseguire la sua donna, il suo amore e realizzare il suo sogno.

Ho trovato locali che servivano brunch deliziosi e litri di caffè americano con refill gratuito, ho trovato mercati e grandi magazzini.

Ed ho trovato anche l’albero di Natale del film “Mamma Ho Perso l’Aereo”, a Rockefeller Center.

Ho trovato locali Speakeasy, risalenti agli anni del proibizionismo.

Ed infine ho trovato Lui, il grattacielo più antico di New York, l’Empire State Building, ci sono salita ed ho ammirato uno dei tramonti più belli della mia vita.

New York sogno americano

Descriverò meglio tutto, giorno dopo giorno, nel dettaglio ed espliciterò il nostro programma pratico ma non potevo tirarmi indietro da tutto questo.

Non potevo non assecondare il mio bisogno intenso di tirare tutto fuori con questa valanga densa e inarrestabile di parole e sentimenti.

Ne sentivo un’estrema necessità.

Per me New York è stato un colpo al cuore e non sarà un addio.

Non lo sarà di certo.

Enne

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