10 ESPERIENZE DA FARE IN GIAPPONE CHE VALGONO IL VIAGGIO SECONDO ME

Il Giappone è un mosaico di tradizioni millenarie e innovazione futuristica, e credo che per capirlo davvero non sia sufficiente osservarlo: bisogna viverlo. Se state pianificando la vostra prima partenza per il paese del Sol Levante, sarete sicuramente alla ricerca delle migliori esperienze da fare in Giappone per rendere il vostro itinerario unico.

Dalla spiritualità profonda di una notte in un monastero, al relax sensoriale di un bagno termale in un ryokan, fino all’adrenalina di un incontro di Sumo o alle luci hi-tech del TeamLab di Tokyo: ciascuna attività che vi propongo in questo articolo è un tassello fondamentale per scoprire l’anima del Paese. Ricordate, inoltre, che la scelta delle tappe dipende dai vostri desideri: come travel designer, posso aiutarvi a creare un itinerario su misura.

Io sono Noemi, sono una viaggiatrice e travel designer, e ho fondato Le Avventure di Enne. Mi occupo proprio di disegnare itinerari di viaggio su misura per i viaggiatori che scelgono di affidarsi a me e all’aiuto preziosissimo dei miei collaboratori locali sparsi in tutto il mondo. Dopo aver letto le 10 esperienze da fare in Giappone che secondo me valgono il viaggio, contattatemi dal form per richiedere il preventivo di viaggio (il primo è gratuito e non vincolante).

Una veduta panoramica del Monte Fuji all'alba o al tramonto, con la cima innevata illuminata da una luce dorata. La montagna emerge da una fitta coltre di nebbia rosa che sovrasta un lago calmo, il quale riflette i colori violacei del cielo. In primo piano, rami d'albero incorniciano la scena.

Le migliori esperienze da fare in Giappone per vivere al meglio il vostro viaggio

Quelle che vado a elencarvi e descrivere di seguito sono le 10 esperienze da fare in Giappone durante il vostro viaggio.

Chiaramente, la selezione delle esperienze dipenderà dalle tappe che deciderete di inserire nel vostro itinerario su misura, scelta molto importante per godervi questo bellissimo paese nel modo migliore. Per farlo, potrete contattarmi a questo form, il primo preventivo è gratuito e non vincolante.

Partecipare alla cerimonia del tè

La cerimonia del tè giapponese, chiamata chanoyu (o sadō, “la via del tè”), non è semplicemente bere tè: è un’esperienza estetica, spirituale e quasi meditativa.

Immaginate di entrare lentamente in una piccola stanza rivestita di tatami. Il silenzio è profondo, rotto solo da suoni minimi: l’acqua che bolle, il fruscio del kimono, il bambù che sfiora la ceramica. Tutto è studiato per rallentare.

Al centro di questa pratica c’è il matcha, una polvere finissima di tè verde, dal colore intenso e dal sapore deciso. Non viene semplicemente versato, ma preparato con gesti precisi e codificati: il maestro o la maestra usa un frustino di bambù (chasen) per creare una schiuma leggera, quasi vellutata.

Quello che rende davvero speciale la cerimonia è il suo spirito, racchiuso in quattro principi fondamentali:

  • armonia (wa);
  • rispetto (kei);
  • purezza (sei);
  • tranquillità (jaku).

Ogni gesto, dal modo in cui si prende la tazza al modo in cui la si ruota prima di bere, è carico di significato. Non c’è fretta, non c’è distrazione: esiste solo quel momento.

Questa filosofia è stata profondamente influenzata dal pensiero zen, e in particolare dagli insegnamenti di Sen no Rikyū, il grande maestro che nel XVI secolo ha trasformato la cerimonia in un’arte essenziale, fatta di semplicità e imperfezione (wabi-sabi).

Un dettaglio affascinante: prima di bere il tè, viene spesso offerto un piccolo dolce (wagashi), che bilancia l’amaro del matcha e prepara il palato.

Alla fine, quando la tazza è vuota, non resta solo il gusto del tè, ma una sensazione più sottile: quella di aver vissuto un momento irripetibile. In Giappone esiste un’espressione per questo: ichi-go ichi-e, “un incontro, una sola volta”, e la vostra esperienza della cerimonia del tè sarà anche un po’ questo.

Tra le esperienze da fare in Giappone, la cerimonia del tè la inserisco sempre in ogni viaggio che organizzo per i miei clienti.

Un dettaglio ravvicinato di una persona che indossa un kimono marrone mentre versa l'acqua da una teiera in ghisa nera finemente decorata. Sul tavolo di legno sono disposti diversi utensili tradizionali per la cerimonia del tè, tra cui piccole tazze e contenitori in ceramica.

Trascorrere una notte in monastero

Arriverete nel tardo pomeriggio, quando la luce si fa più morbida e il silenzio comincia a prendere spazio. La stanza sarà essenziale: tatami sotto i piedi, porte scorrevoli in carta di riso, pochi oggetti scelti con cura. Non manca nulla, ma non c’è nemmeno niente di superfluo.

Vi verranno forniti yukata, kimono e poco dopo arriva il momento della cena, uno dei momenti più sorprendenti dell’esperienza.

Si chiama shōjin ryōri ed è la cucina tradizionale dei monaci buddhisti. Interamente vegetariana, nasce da un principio semplice ma profondo: nutrire il corpo senza turbare la mente. Vi verranno serviti tanti piccoli piatti, disposti con un’armonia quasi artistica. Tofu delicato, verdure di stagione, radici, alghe, ingredienti umili trasformati in qualcosa di raffinato. I sapori sono sottili, mai invadenti.

La sera scende in silenzio. Nessun rumore di fondo, nessuna distrazione. Nella vostra stanza, mentre fuori il buio avvolge tutto, verrà steso il futon. Poi arriva l’alba.

Ancora prima che il sole sorga, potrete partecipare alla preghiera del mattino. Entrerete nella sala del tempio: l’aria è fresca, leggermente profumata d’incenso. I monaci inizieranno a recitare i sutra, le loro voci si intrecciano in un ritmo ipnotico. Il suono grave delle campane e quello più secco dei tamburi riempiono lo spazio.

Per inserire questo tipo di esperienza vi consiglio un viaggio su misura in Giappone di almeno 15 giorni.

ingresso di un monastero in Giappone

Vivere una notte in Ryokan-Onsen

Un’altra esperienza che potrete inserire nel vostro viaggio in Giappone è quella di dormire in un Ryokan-Onsen.

Partiamo dalle parole. Un ryokan è una locanda tradizionale, non un hotel qualsiasi, ma uno spazio pensato per farvi entrare in uno stile di vita più lento e armonioso. Camminerete su tatami, dormirete su futon, indosserete uno yukata/kimono leggero. Tutto è semplice, ma curato nei minimi dettagli.

L’onsen, invece, è il cuore dell’esperienza:una sorgente termale naturale. L’acqua, ricca di minerali, sgorga calda dalla terra ed è considerata benefica per il corpo e la mente. Ora, mettete insieme queste due cose. Un ryokan-onsen è un luogo dove si soggiorna e si vive un piccolo rituale quotidiano fatto di gesti lenti e consapevoli.

Di solito funziona così: arrivate, lasciate le scarpe all’ingresso e vi cambiate. Indossate lo yukata/kimono e poi arriva il momento dell’onsen. Prima di entrare nelle vasche, c’è una regola fondamentale: ci si lava accuratamente. Non è solo igiene, è rispetto per gli altri. Poi si entra nell’acqua calda. E lì succede qualcosa di semplice ma potente: il corpo si rilassa completamente, il silenzio vi avvolge, e magari davanti a voi ci sono alberi, rocce, o persino la neve che cade. Non si parla molto. Non ce n’è bisogno.

Dopo il bagno, arriva la cena. Spesso è una kaiseki, una sequenza di piatti stagionali presentati con una cura quasi artistica. Non è solo cibo: è un modo per raccontare il territorio e il momento dell’anno.

La sera si dorme sul futon, in una stanza essenziale, e il silenzio è così profondo che diventa parte dell’esperienza.

Quello che rende speciale un ryokan-onsen non è il lusso nel senso occidentale. È qualcosa di diverso: è la sensazione di essere in equilibrio con lo spazio, con il tempo e un po’ anche con se stessi.

Questa esperienza possiamo sicuramente aggiungerla al vostro viaggio in Giappone se vi affiderete a me per l’organizzazione.

Una vasca termale all'aperto (rotenburo) realizzata in legno circolare, colma di acqua calda fumante. La vasca è situata sotto un porticato in legno che si affaccia su un bosco con colori autunnali e una cascata a più livelli sullo sfondo.

Mangiare Sushi Omakase

Omakase in giapponese significa “mi affido a te” oppure “faccio scegliere a te”. Nel contesto della ristorazione, vuol dire che si lascia allo chef la scelta dei piatti. Invece di ordinare dal menu, ci si affida completamente alla sua esperienza, creatività e agli ingredienti disponibili quel giorno.

Il menu cambia ogni giorno, in base alla stagione e al mercato e lo chef decide cosa servirti. I piatti arrivano in sequenza (spesso uno alla volta).

Un pasto di sushi omakase, per chi piace il pesce, è una coccola unica e un modo per entrare e conoscere ancora un pezzettino della cultura giapponese.

Anche per questa attività, se viaggerete con me, vi suggerirò i migliori ristoranti di sushi omakase e vi aiuterò con la prenotazione.

Uno chef di sushi in divisa bianca e mascherina mentre prepara con precisione millimetrica dei piatti gourmet utilizzando delle lunghe pinze da cucina. Davanti a lui, sul bancone in legno, sono disposti piccoli piattini con ingredienti freschi, salse e guarnizioni.

Assaggiare la carne Wagyu

Per chi è amante del lato gastronomico in viaggio, il Giappone regala moltissime gioie. A proposito di questo, ho per voi un altro consiglio, quello di assaggiare la carne wagyu.

Per darvi un po’ di contesto, il termine wagyū significa letteralmente “manzo giapponese”, ma non è solo una questione geografica. La sua caratteristica distintiva è la marezzatura estrema, quelle sottili venature di grasso distribuite in modo uniforme nella carne.

Questo comporta:

  • texture morbidissima (quasi si scioglie in bocca);
  • sapore ricco ma delicato, mai aggressivo;
  • grasso a basso punto di fusione, che diventa cremoso già a bassa temperatura.

Non è una carne “pesante” come si potrebbe pensare: il grasso è così fine e ben distribuito che il risultato è sorprendentemente elegante.

Wagyu e Kobe: non sono la stessa cosa, qui nasce spesso confusione. Wagyu è una categoria generale che include diverse razze bovine giapponesi, può provenire da varie regioni del Giappone ed esistono anche wagyū allevati fuori dal Giappone (con qualità variabile).

La carne di Kobe è un tipo specifico di wagyū. Per essere chiamata così deve provenire da bovini Tajima, essere allevata nella prefettura di Hyōgo e rispettare standard rigidissimi di qualità e tracciabilità.

In breve, tutta la carne di Kobe è wagyū, ma non tutto il wagyū è Kobe.

Il livello A5 è il massimo della qualità e qui entriamo nel dettaglio più tecnico. Infatti, la classificazione giapponese valuta la carne secondo due criteri:

  • la lettera (A–C) → resa della carne;
  • il numero (1–5) → qualità (marezzatura, colore, consistenza).

Il grado A5 è il grado di classificazione massima che quindi prevede:

  • marezzatura eccezionale;
  • colore perfetto;
  • consistenza ultrafine.

Se viaggerete con me, vi suggerirò un ristorante in particolare per mangiare la carne wagyu eccezionale!

Un set da tavola per shabu-shabu o sukiyaki con due piatti di carne di manzo Wagyu finemente marmorizzata, una ciotola di verdure fresche (funghi enoki, tofu e foglie verdi) e una pentola di rame fumante su un tavolo di legno.

Visitare il TeamLab di Tokyo

Durante il vostro viaggio, una delle esperienze da fare in Giappone è visitare il museo interattivo TeamLab di Tokyo. Visitare il TeamLab Borderless a Tokyo non è “andare in un museo”: è entrare in un universo che sembra vivo.

Immaginate di attraversare una soglia e perdere subito il senso dello spazio. Le pareti si dissolvono in cascate di luce, fiori digitali sbocciano e appassiscono in tempo reale, stormi di uccelli luminosi ti sfiorano e cambiano direzione se ti muovi. Qui non esistono quadri appesi: le opere ti circondano, ti attraversano, reagiscono a te.

Il concetto chiave è proprio “borderless”: le installazioni non hanno confini, le stanze si fondono tra loro e non esiste un percorso prestabilito.

Una delle cose più sorprendenti? Anche l’ingresso è un’opera: un’installazione che cambia aspetto a seconda di come la guardi, giocando con la percezione umana. 

Ma senza spoileravi troppo, posso dirvi che, se vi affiderete all’organizzazione Le Avventure di Enne per il vostro viaggio, vi aiuterò io con la prenotazione dei biglietti e vi inserirò la visita in modo coerente nel vostro itinerario.

ragazza sorridente all'interno del Team Lab di tokyo vista dal basso

Visitare gli Universal Studios di Osaka e Disneyland Tokyo

Della stessa tipologia, ma in due città diverse che sicuramente toccherete nel vostro viaggio in Giappone anche di pochi giorni: Osaka e Tokyo.

Se volete includere queste due esperienze nel vostro viaggio in Giappone, oltre ad incastrarle bene con la sequenzialità delle altre tappe del vostro viaggio e assistervi nella prenotazione dei biglietti (anche con accesso al Nintendo World agli Studios di Osaka), vi fornirò una serie di informazioni utili che vi serviranno durante la visita.

Una vivace strada pedonale nel quartiere Shinsekai di Osaka al crepuscolo, affollata di insegne colorate e lanterne, con l'iconica torre Tsutenkaku che svetta sullo sfondo.

Assistere al Sumo

Assistere al sumo in Giappone significa entrare in un mondo dove lo sport si fonde con il rito, e dove ogni gesto ha un peso che va oltre il semplice combattimento.

Se parteciperete a un torneo ufficiale organizzato dalla Japan Sumo Association, la sensazione è quella di prendere parte a una cerimonia che si costruisce lentamente. L’arena si riempie nel corso della giornata, quasi senza fretta, mentre sul ring si alternano lottatori di livello crescente. Quando arrivano i rikishi più importanti, l’atmosfera cambia: l’ingresso diventa teatrale, i movimenti si fanno più solenni, e il pubblico si raccoglie in un’attenzione quasi religiosa. Prima dello scontro, i lottatori si studiano a lungo, lanciano sale per purificare lo spazio, eseguono gesti codificati da secoli. Poi, in un istante, tutto esplode. Il combattimento è rapido, violento, spesso deciso in pochi secondi, lasciando dietro di sé un’eco di tensione che si dissolve subito nel rituale successivo.

Un allenamento, invece, è un’esperienza completamente diversa, più intima. In quartieri come Ryogoku si può assistere alle sessioni mattutine nelle stalle di sumo, dove i lottatori vivono e si allenano. Qui non c’è spettacolo, non c’è costruzione scenica. C’è solo autenticità. Il silenzio degli spettatori è parte dell’esperienza, perché ciò che si osserva richiede rispetto. Si ha la sensazione di essere ammessi, per un momento, in qualcosa di profondamente autentico.

Tutto questo è legato alla tradizione dello Shinto, che permea il sumo fin dalle sue origini. Il ring è considerato uno spazio sacro, i rituali iniziali non sono semplici formalità ma atti di purificazione, e la disciplina dei lottatori riflette un modo di vivere prima ancora che di combattere. La loro quotidianità è regolata da gerarchie rigide e da una dedizione totale, che si percepisce chiaramente quando li si osserva da vicino.

Ciò che rende davvero speciale questa esperienza è il contrasto tra forma e sostanza. Da un lato la lentezza, il rituale, la precisione dei gesti; dall’altro la forza pura, immediata, quasi brutale dello scontro. È un equilibrio raro, e vederlo dal vivo dà la sensazione di avvicinarsi a qualcosa di antico che continua a esistere, immutato, nel cuore del Giappone contemporaneo.

Nel vostro viaggio in Giappone organizzato da Le Avventure di Enne potrete inserire questa esperienza: per richiedere il vostro preventivo di viaggio gratuito e non vincolante, potete scrivermi a questo form.

Due lottatori di sumo impegnati in un combattimento all'interno del dohyo (ring di sabbia), circondati dal bordo di paglia, con un arbitro (gyoji) in abiti tradizionali visibile lateralmente.

Vivere un momento da Samurai

Un’esperienza che potrete fare in Giappone è quella della Samurai Experience, che indico soprattutto ai miei viaggiatori più piccoli, ma che alla fine fa divertire tanto anche i genitori.

All’inizio siete semplicemente voi, turisti. Poi vi fanno indossare l’hakama, l’abito tradizionale dei samurai, poi arriva la spada. Non è una katana vera, ovviamente, ma il gesto è reale. Vi insegnano come impugnarla, come muovervi, come concentrarvi. Non si tratta solo di tecnica: è controllo, attenzione, disciplina. È un assaggio di quella mentalità che definiva i samurai. 

E poi succede qualcosa che il pubblico non si aspetta: vi fanno combattere. In modo sicuro, controllato, ma reale. Per un momento sentite la tensione, il ritmo, l’adrenalina. E capite che dietro l’immaginario cinematografico c’è una fisicità concreta.

Quando pensate che sia finita, cambia completamente il registro. Entrate nel mondo dei ninja. Qui l’atmosfera si fa più leggera, ma non meno coinvolgente. Imparerete a lanciare gli shuriken, le stelle ninja, cercando precisione e concentrazione. Poi proverete strumenti come il blowgun, un’arma silenziosa che richiede controllo del respiro. 

È quasi un passaggio simbolico: dal guerriero visibile, il samurai, al guerriero invisibile, il ninja.

Nel mezzo, senza che ve ne rendiate conto, state imparando la storia. Vi raccontano chi erano davvero i samurai, come vivevano, cosa rappresentavano nella società giapponese. Non è una lezione frontale: è incorporata in ciò che fate. E la cosa più interessante è questa: l’esperienza dura circa due ore, ma è strutturata come un piccolo viaggio completo. Si passa dall’identità al gesto, alla competizione, fino al gioco e alla scoperta.

Una persona vestita con una divisa nera da ninja e il volto parzialmente coperto, che impugna una katana con entrambe le mani in una posa di guardia davanti a una tradizionale porta scorrevole giapponese.

Trascorrere una serata al Daikoku

Esperienza di nicchia da fare in Giappone, ma spesso richiesta dai miei viaggiatori, è quella di trascorrere una serata al Daikoku. La cosiddetta “serata al Daikoku” è qualcosa di molto particolare, e soprattutto non è pensata come un’attrazione turistica nel senso classico.

Si svolge in una grande area che, nelle ore serali, si trasforma spontaneamente in un punto di ritrovo per appassionati di auto. Non c’è un evento ufficiale, né organizzazione: è un raduno informale che nasce dalla comunità, ma che comunque va prenotato e se organizzerete il vostro viaggio in Giappone con me, vi assisterò io.

Arrivano persone con auto di ogni tipo, ma sempre con un elemento in comune: la passione. Si possono trovare supercar, auto da drift, JDM iconiche, elaborazioni estreme o restauri perfetti. La gente si muove tra le macchine, osserva, fotografa, parla. L’atmosfera è molto libera, quasi sospesa, ma anche rispettosa.

La cosa fondamentale da capire è proprio questa, non è uno spettacolo pensato per intrattenere chiunque, ma un punto di incontro per chi condivide quell’interesse. È un ambiente fatto da appassionati, per appassionati.

Se non avete un reale interesse per il mondo delle auto, potreste trovarlo ripetitivo o poco coinvolgente. Non ci sono spiegazioni, non c’è una narrazione guidata, non c’è qualcosa “che succede” in modo strutturato. Il senso dell’esperienza sta nell’osservare i dettagli, riconoscere i modelli, apprezzare le modifiche, scambiare qualche parola con chi vive quella passione.

Proprio per questo, è importante andarci con l’atteggiamento giusto. Non come se fosse una tappa obbligata da checklist, ma come un luogo da rispettare. Negli ultimi anni ci sono stati anche controlli più frequenti e talvolta accessi limitati, proprio perché il flusso di visitatori non sempre si è integrato bene con lo spirito del posto.

In sintesi, la “serata al Daikoku” può essere memorabile, ma solo se vi parla davvero. Se amate le auto, è quasi un piccolo pellegrinaggio. Se non vi interessano, rischia di essere solo un parcheggio pieno di macchine.

quattro auto sportive parcheggiate durante una serata Daikoku

Quali attività, tra queste esperienze da fare in Giappone, inserire nel vostro itinerario di viaggio su misura?

Per scegliere ad hoc l’esperienza o esperienze che fanno più al caso vostro sia per le vostre esigenze che per la vostra tipologia di viaggio in Giappone, scrivetemi subito e sarò felice di costruire insieme a voi il vostro viaggio su misura perfetto e calzante alle vostre esigenze.

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Ciao, sono

Noemi

Viaggiatrice e Travel Designer

Esploro terre lontane e trasformo i miei viaggi in avventure per altri viaggiatori organizzando viaggi su misura con l’aiuto di collaboratori locali nel mondo ed esperti.

Chi sono

Sono una folle amante del mondo ed è da questa immensa passione che è nato Le Avventure di Enne.

Quello che è successo fino ad ora nella mia vita ho provato a raccontarlo QUI >>

Heshima

Heshima | In Africa con Enne
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